Mi sembra una situazione non paragonabile, ma in ogni caso il fatto che tutti hanno dei lati oscuri è il motivo per cui, al contrario di cono, io non riconosco santi ed eroi.
Riconosco i meriti, ma la persona resta una persona.
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
nemmeno io.
andare a prendersi la lebbra senza avere nulla in cambio lo reputo una cosa degna di uno psicolabile.
poi ovviamente rido di chi venera pedofili che nel segreto del confessionale sodomizzavano inermi chierichetti....
andare a prendersi la lebbra senza avere nulla in cambio
Anche questa sarebbe cosa da valutarsi che assume valori diversi in contesti diversi.
Ovvero il nulla in cambio esiste, comprensibilmente, nel tuo sistema di cambi, però a funzionare era il suo di sistema dove magari il cambio, in un diverso contesto personale che il proprio prendeva a riferimento, veniva ottenuta l'autorealizzazione piuttosto che la vita eterna, o la gloria di dio, cose che nel suo avevano un valore motivante e che per questo, a lei e non ad altri, hanno dato motivo per fare ciò che ha ritenuto di fare.
Ora nel contesto dei mercati generali va da se che chi ottiene un risultato proprio senza, lui, nulla dover dare, vede, nel suo sistema però, una donazione da premiare onde invogliarne la diffusione vista la convenienza che ne trae, ma cambiando il punto di osservazione cambia il meccanismo in essere, al che certe cose non prendono quella piaga che gli vorrebbe dare, ma rispetta i meccanismi del dare e avere, variegati, personali che li mantengono su dimensioni limitate se non uniche.
I santi e gli eroi sono fatti nell'ottica di una convenienza collettiva, almeno tale ritenuta, che tende a replicare un comportamento che si valuta per se, individuale o collettivo che sia, concretamente conveniente senza che ciò richieda un dare, al che ci si mette sopra, non costando niente, l'approvazione morale formale, o la pacca sulla spalla, invece del ragionevole aumento di stipendio, che ha la stessa funzione in realtà più comuni.
[QUOTE=fregi;1218013]Perfettamente daccordo con te e con Veronesi (senza perderci nelle chiacchiere da sacrestia che commentano il pensiero del professore)
Aggiungerei una realt
Ognuno poi si sente attratto o venera determinati esempi di santita' (nel caso dei credenti) o di palese altruismo sociale (nel caso degli atei). Quello che mi premeva sottolineare a Fregi e' solo il fatto che qua non si tratta di fiabe, ma di vite vissute concretamente. E in che modo vissute! Non e' che i santi siano state persone migliori di altre: Hanno combattuto anche loro col peccato. Solamente, il loro punto costante di riferimento e' stato l'amore....e' stato Dio...
Rimane il fatto che non possiamo dire a 2 miliardi di cristiani a un miliardo e mezzo di musulmani e a mezzo milione di ebrei (tralasciando induisti buddhisti e altri) che stanno semplicemente credendo alle favole....
Dio e' un fatto concreto, in questo senso. Capisci cosa voglio dire?
La spiritualità umana concepita nella componente irrazionale dell'umano pensiero è una realtà concreta che che ben rararamente, con tanti forse, ma, distinguo ed eccezioni si trasmette ad un dio concretizzato fatto realtà esterna, che infatti ne esce in varie versioni, pure incompatibili, mostrando con tale varietà di prototipi propri quanto tale fattore sia precario nel momento che lui e non la propria spiritualità, riempita di cose proprie, si voglia fare cosa vera e pure certa.
Ne deriva pure che tale idea nel bagaglio delle cose proprie ben raramente ha dimensioni totalizzanti e di idea fissa, ciò pure associato ad un contesto congruo altrimenti diventa solo patologia e infermità, rientrando così in quell'insieme di aspetti normali che fanno la varietà del mondo.
"La mia vita fra cibo e meditazione
a Roma sono ingrassata di 5 chili"
Storia di un'americana frustrata che parte per un viaggio all'insegna dei piaceri della vita. "Pensare a se stessi è una decisione bella e importante"
Ognuno poi si sente attratto o venera determinati esempi di santita' (nel caso dei credenti) o di palese altruismo sociale (nel caso degli atei). Quello che mi premeva sottolineare a Fregi e' solo il fatto che qua non si tratta di fiabe, ma di vite vissute concretamente. E in che modo vissute! Non e' che i santi siano state persone migliori di altre: Hanno combattuto anche loro col peccato. Solamente, il loro punto costante di riferimento e' stato l'amore....e' stato Dio...
Qui una foto degli eroi che guardano al loro punto di riferimento...
Rimane il fatto che non possiamo dire a 2 miliardi di cristiani a un miliardo e mezzo di musulmani e a mezzo milione di ebrei (tralasciando induisti buddhisti e altri) che stanno semplicemente credendo alle favole....
Dio e' un fatto concreto, in questo senso. Capisci cosa voglio dire?
Perch
[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
Bella immagine a cui si vorrebbe far dire tutto, ma che, mancando dei contesti personali, seppelliti nella riservatezza dei morti e dei pensieri propri, alla fine non dice niente.
Potendo gli uni leggervi un supporto al male e gli altri un contrasto fatto di pressioni operate su altri piani che non quelli ovvi ed elementari, al che ogni posizione ipotizzabile resta quella
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