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Discussione: Ceto politico: impreparato, incompetente, immaturo

  1. #1
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Ceto politico: impreparato, incompetente, immaturo

    http://espresso.repubblica.it/palazz...76?ref=RHRR-BE

    Io sono d’accordo con la maggior parte delle argomentazioni contenute nell’articolo. E voi?

  2. #2
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    Tra tutti coloro che vengono citati nell’articolo, quello che m’infastidisce di più è Di Maio che ha la faccia tosta di presentarsi come guida dell’Italia a 31 anni, senza esperienza, senza laurea, con una percentuale ridicola di “votanti” del M5S e con una miriade di gaffe all’attivo.

  3. #3
    abstract L'avatar di Yele
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    http://espresso.repubblica.it/palazz...76?ref=RHRR-BE

    Io sono d’accordo con la maggior parte delle argomentazioni contenute nell’articolo. E voi?
    Purtroppo sì.
    Tra l'altro sui sistemi scolastici ho un'esperienza abbastanza esaustiva.

    Ho preso un diploma col "vecchio" sistema e uno con il nuovo.
    Ho preso una laurea col vecchio ordinamento e una con il nuovo.
    Conosco bene le differenze e le caratteristiche in entrambi i casi.

    Prima laurea (vecchio ordinamento - 4 anni ufficiali): non lavoravo, laureata a 24 anni, durata 4 anni e 8 mesi (non sono andata fuori corso perché a quel tempo le sessioni straordinarie arrivavano fino a luglio dell'anno successivo all'ultimo di corso).
    Seconda laurea (nuovo 3 + 2): lavoravo ma sono sempre stata in corso, durata totale 6 anni e 5 mesi (intervallo di 6 mesi tra la triennale e l'inizio della magistrale, quindi in tutto ci avrei messo 5 anni e 11 mesi)

    Poi bisognerebbe parlare dei contenuti, ossia di come sono strutturati i corsi, di come vengono fatti gli esami ecc.
    Vi dirò solo questo: ho visto gente al terzo anno di un corso della facoltà di lettere che non sapeva l'ortografia e non sapeva dire in quale regione si trovasse Udine.

    Purtroppo siamo in un'epoca di ignoranza mostruosa.

  4. #4
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    Ti basterebbe anche una sola laurea per avere più esperienza dei sistemi scolastici italiani del Ministro dell'Istruzione! Non è scandaloso tutto ciò?

    Immaginiamo pure che l'ignoranza regni sovrana tra il popolino, ma nell' élite almeno si suppone che ci siano persone preparate, non credi? Solo per insegnare alle scuole elementari ormai ci vuole la laurea e per un ministero no? Per guidare un paese no?

    P.S. Non so quanto curino e correggano gli elaborati scritti nelle singole facoltà. Temo che nessuno se ne preoccupi più.
    Ultima modifica di follemente; 28-09-2017 a 14:33

  5. #5
    ????? ???????????? L'avatar di Pazza_di_Acerra
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    Da almeno vent'anni viviamo in un regime di onagrocrazia. Di Maio è solo l'ultimo esempio.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius

  6. #6
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    se avete tempo e voglia guardatevi stasera l´ultima I mille giorni di Roma capitale 21.15 Rai 3
    il cancro del paese ormai ormai allo stato avanzato..altro che i fessi del M5s che si decurtano lo stipendio..che ingenui
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da Pazza_di_Acerra Visualizza il messaggio
    onagrocrazia


    Non mi dica che ha letto Croce?

    Comunque condivido il suo giudizio, anche se continuo a scandalizzarmi.

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da Misterikx Visualizza il messaggio
    se avete tempo e voglia guardatevi stasera l´ultima I mille giorni di Roma capitale 21.15 Rai 3
    il cancro del paese ormai ormai allo stato avanzato..altro che i fessi del M5s che si decurtano lo stipendio..che ingenui

    Non amo appesantire la mia serata con i problemi dell’Italia, sorry.

    Gli esponenti del MS5 guadagnano sin troppo, vista la loro competenza. Non che gli altri siano molto migliori, eh.

  9. #9
    ????? ???????????? L'avatar di Pazza_di_Acerra
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    Ovvio che l'ho letto. Mi hanno obbligato al liceo.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius

  10. #10
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Quote Originariamente inviata da Misterikx Visualizza il messaggio
    se avete tempo e voglia guardatevi stasera l´ultima I mille giorni di Roma capitale 21.15 Rai 3
    il cancro del paese ormai ormai allo stato avanzato..altro che i fessi del M5s che si decurtano lo stipendio..che ingenui
    magari fossero ingenui; offrono l'illusione che il problema sia "la politica", quando questa è solo il terminale che rappresenta la domanda scomposta della società, dove una quantità immensa di gente lavora grazie a clientele, pur restando personalmente onesta, almeno in generale;

    questo rinvia la presa d'atto dei problemi, crea odio sociale invece contribuire alle soluzioni;
    ora candidano il giovinotto di Napoli, in bocca alla Lega dei referendum, mentre in Catalogna succede quel che succede; coi 5S a rappresentare una domanda di soldi pubblici di tutte quelle clientele ingovernabili, dall'atac romana, ai dipendenti pubblici siciliani; più quelli vincono, assieme ai Fratelli d'Italia, che acchiappano solo al sud, più rafforzano l'esasperazione su cui punta la Lega, che si prende i dividendi;

    hanno bocciato il referendum, e quindi avremo i soliti governicchi deboli, di coalizione spuria a fronteggiare la situazione; ci sarà da ridere, perché se Lombardia e Veneto cominciano a fare pressione sui conti, li seguono tutte le regioni che trasferiscono, e ti saluto Italia...
    c' del lardo in Garfagnana

  11. #11
    abstract L'avatar di Yele
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    Ti basterebbe anche una sola laurea per avere più esperienza dei sistemi scolastici italiani del Ministro dell'Istruzione! Non è scandaloso tutto ciò?

    Immaginiamo pure che l'ignoranza regni sovrana tra il popolino, ma nell' élite almeno si suppone che ci siano persone preparate, non credi? Solo per insegnare alle scuole elementari ormai ci vuole la laurea e per un ministero no? Per guidare un paese no?

    P.S. Non so quanto curino e correggano gli elaborati scritti nelle singole facoltà. Temo che nessuno se ne preoccupi più.
    Evitando i luoghi comuni, credo che ci siano situazioni molto diverse nei vari atenei.
    Le mie esperienze, per fortuna, sono molto positive, ma sui grandi numeri, ovviamente, trovi molta gente che passa gli esami studiando il meno possibile.
    Chiaro che a Medicina o Ingegneria ci sono criteri diversi rispetto a Giurisprudenza o Lingue.

    Il problema nasce poi anche DOPO la laurea, nel caso della politica non ci sono percorsi definiti, e purtroppo c'è un enorme percorso di malcostume...definito ! Quindi sul campo impari proprio la disonestà, un po' come si impara a essere criminali andando in carcere.

  12. #12
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Ti basterebbe anche una sola laurea per avere più esperienza dei sistemi scolastici italiani del Ministro dell'Istruzione! Non è scandaloso tutto ciò?

    Immaginiamo pure che l'ignoranza regni sovrana tra il popolino, ma nell' élite almeno si suppone che ci siano persone preparate, non credi? Solo per insegnare alle scuole elementari ormai ci vuole la laurea e per un ministero no? Per guidare un paese no?
    beh, no, altrimenti sarebbe una tecnocrazia, e non una democrazia;

    il ruolo di indirizzo politico deve rappresentare l'elettorato, cioè vedere i problemi esattamente da un punto di vista generale, diverso da quello degli specialisti, per essere assistito da quelli, i ruoli tecnici - funzionari di carriera assunti per concorso pubblico - i quali in effetti hanno fin troppo potere; se un segretario generale si mette di traverso, con la burocrazia dietro, il ministro è fritto;

    la competenza può essere auspicabile, ma se implica di fatto contiguità ambientale - vale a dire un iter formativo d'élite che si incrocia ripetutamente con quello dei tecnici; un'eventualità frequentissima - è un problema;
    in Francia non c'è questo problema, pur verificandosi la circostanza, perché i ministri rispondono al presidente.
    c' del lardo in Garfagnana

  13. #13
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    beh, no, altrimenti sarebbe una tecnocrazia, e non una democrazia;

    il ruolo di indirizzo politico deve rappresentare l'elettorato, cioè vedere i problemi esattamente da un punto di vista generale, diverso da quello degli specialisti, per essere assistito da quelli, i ruoli tecnici - funzionari di carriera assunti per concorso pubblico - i quali in effetti hanno fin troppo potere; se un segretario generale si mette di traverso, con la burocrazia dietro, il ministro è fritto;

    la competenza può essere auspicabile, ma se implica di fatto contiguità ambientale - vale a dire un iter formativo d'élite che si incrocia ripetutamente con quello dei tecnici; un'eventualità frequentissima - è un problema;
    in Francia non c'è questo problema, pur verificandosi la circostanza, perché i ministri rispondono al presidente.
    Non mi dispiacerebbe una tecnocrazia, sebbene possa essere anche molto ottusa; nel momento del bisogno infatti si ricorre volentieri ad essa, vedi il governo Monti. Comunque, più che alla tecnocrazia vera e propria, pensavo a una formazione scolastica di base ed a una cultura che l’élite politica sarebbe auspicabile che avesse. E quando parlo di base mi riferisco almeno alla laurea (anche se so che non è una garanzia, come ha evidenziato pure Yele), visto che al giorno d’oggi non è difficile ottenerla come in passato, e ad una esperienza sul campo. Non sarà una visione democratica, ma io non mi sento rappresentata da chi è più ignorante di me e inanella gaffe a tutto spiano. Mi sembra assurdo che ben quattro ministeri siano attualmente retti da non laureati.
    Certo, se la maggioranza vota un somaro o Cicciolina o Razzi, me li devo tenere pure io, ma permettimi di esprimere il mio dissenso come ho fatto in questo post.

    Non capisco in cosa consista il problema se il percorso di studi del politico è simile a quello dei tecnici.

  14. #14
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    Anch'io penso che in ogni caso chi si candida ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe essere almeno laureato

  15. #15
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Non mi dispiacerebbe una tecnocrazia, sebbene possa essere anche molto ottusa;
    più che ottusa, il pericolo è che governi nel proprio interesse corporativo; in tutti gli ordinamenti democratici ci sono norme volte ad impedire questo esito, incompatibilità; persino il comandante generale dei CC viene pescato dalle altre armi, e non è un carabiniere;

    nel momento del bisogno infatti si ricorre volentieri ad essa, vedi il governo Monti.
    c'è un parlamento che lo vota, ma è una situazione patologica, non desiderabile in termini di funzionamento democratico; il governo "tecnico" è il risultato dell'incapacità della politica di esprimere alternative condivise da una maggioranza, scelte, tipo aumentare le tasse agli abbienti e offrire più servizi a chi ha meno, o viceversa;

    Comunque, più che alla tecnocrazia vera e propria, pensavo a una formazione scolastica di base ed a una cultura che l’élite politica sarebbe auspicabile che avesse. E quando parlo di base mi riferisco almeno alla laurea (anche se so che non è una garanzia, come ha evidenziato pure Yele), visto che al giorno d’oggi non è difficile ottenerla come in passato, e ad una esperienza sul campo. Non sarà una visione democratica, ma io non mi sento rappresentata da chi è più ignorante di me e inanella gaffe a tutto spiano. Mi sembra assurdo che ben quattro ministeri siano attualmente retti da non laureati.
    beh, così istituisci un principio di classe, che discrimina ed esclude chi non abbia avuto accesso ad un'istruzione superiore, a prescindere dalle sensibilità e dai contenuti che la persona esprime;
    Certo, se la maggioranza vota un somaro o Cicciolina o Razzi, me li devo tenere pure io, ma permettimi di esprimere il mio dissenso come ho fatto in questo post.
    certo, ma tu stai contestando dei contenuti espressi da quelle figure; l'assunto che ti contesto è che quei contenuti siano di necessità il prodotto di una scarsa preparazione, oltre alla consolidata dottrina della democrazia; tu ti fai rappresentare quando voti, poi non puoi pretendere di prevalere se resti in minoranza;

    Non capisco in cosa consista il problema se il percorso di studi del politico è simile a quello dei tecnici.
    vedi, il fatto che tu non lo capisca, rappresenta in modo paradossale il contenuto di questo 3d;

    non lo capisci proprio perché ti manca la preparazione tecnica in materia, e pertanto, secondo la tua logica, dovresti essere esclusa dalla decisione;

    nel nostro ordinamento, coi suoi poteri e contrappesi peculiari, la contiguità del decisore politico con gli ambienti che sono oggetto delle sue decisioni può verosimilmente inficiare l'efficacia di queste ultime; ricorderai il caso di uno che era PdC possedendo metà del sistema televisivo e che ha cambiato leggi penali che si applicavano a processi in cui era imputato;

    se, poniamo, si volesse riformare la Giustizia per renderla più rapida, un ministro avvocato sarebbe certamente "competente", ma si porterebbe inevitabilmente dietro le sue relazioni professionali e potrebbe ostacolare la riforma, se questa comportasse una riduzione del lavoro e del potere per la sua corporazione, ma un vantaggio per la collettività; e così via per magistrati - pensa alla questione della separazione delle carriere - banchieri, militari, commercialisti, notai, medici, farmacisti e quant'altro... visto che non si resta ministri a vita e poi si torna a frequentare quell'ambiente;

    il ministro deve esattamente rappresentare te, che non hai competenze specialistiche, nel tuo diritto di chiedere un indirizzo politico; la competenza tecnica viene garantita da un'infinità di altre figure, dello staff politico del ministro, come degli amministrativi che sono lì per concorso;

    nel nostro caso il ministro ha un potere relativamente autonomo, perché il PdC non lo può sfiduciare singolarmente, ma è necessario un rimpasto e un nuovo voto di fiducia, che non è proprio uno scherzo;
    in Francia o negli USA, dove il potere esecutivo è nelle mani del presidente, direttamente investito dal voto, il ministro non ha quel potere di condizionamento; se non garantisce l'esecuzione del mandato politico, si cambia in mezza giornata e l'interesse pubblico è tutelato; quindi la questione di incompatibilità si pone molto meno: il presidente D. Eisenhower, generale, denunciò lo strapotere del complesso militar-industriale nell'orientare la politica estera, ma poté farlo perché investito dal voto popolare diretto e in un sistema di contrappesi adeguati a garantirgli autonomi, ma anche soggezione al controllo popolare.
    c' del lardo in Garfagnana

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