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Discussione: Comunista?

  1. #166
    Penso che, alla fine, uno stato, piu' che prelevare e distribuire soldi, dovrebbe prelevare e distribuire opportunita' di guadagno, nel senso di cancellare gli ordini professionali a che non siano riservati ad una elite es., piuttosto che contrastare i trust societari dando posto alle public company a proprieta' diffusa.
    Il tutto a che si incentivi il cipputi ad essere produttivo e non ad aspettare a bocca aperta il panìco prodotto da altri.

  2. #167
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Penso che, alla fine, uno stato, piu' che prelevare e distribuire soldi, dovrebbe prelevare e distribuire opportunita' di guadagno, nel senso di cancellare gli ordini professionali a che non siano riservati ad una elite es., piuttosto che contrastare i trust societari dando posto alle public company a proprieta' diffusa.
    Il tutto a che si incentivi il cipputi ad essere produttivo e non ad aspettare a bocca aperta il panìco prodotto da altri.
    in teoria, si credeva, fino al Novecento;

    in pratica, gli stati non hanno mai questo potere; esprimono la domanda della popolazione, anche se oggi c'è questa schizofrenia per cui quest'ultima non si rende conto e vede il bicchiere sempre vuoto;
    se nell'insieme la popolazione ha un profilo sociale di subordinazione, dipendenza, scarsa preparazione, prevale una domanda di sicurezza che si traduce in forme depravate e mafiose di "socialismo" improprio, coi soliti burocrati sovietici della rendita o trafficoni e traffichini, magari travestiti da ceti imprenditoriali, e i Cipputi a mendicare le briciole;
    per esempio, da un lato hai i licenziatari contro la Bolkenstein, dove trovi di tutto, dagli ambulanti, ai tassisti, ai gestori delle spiagge e stabilimenti; temono di perdere ciò su cui hanno investito, ma anche rendite di posizione; dall'altro hai i giovani che potrebbero contendere quelle posizioni, chiusi in un angolo, senza prospettive;
    come ti muovi, scontenti e metti sul lastrico qualcuno; perciò tassi all'inverosimile chi ha il privilegio, finché dura; e magari lo costringi a servirsi di corsi e servizi da cooperative di quei giovani marginali, nelle quali si consolida il consenso;
    tutto il processo è il risultato vettoriale della ricerca di spaccare il meno possibile, evitare tragedie, ma non lo stillicidio dei drammi locali, imprese che chiudono, settori in crisi; aspettando che la demografia riapra i giochi e consenta qualche riforma, contro il tempo.
    c' del lardo in Garfagnana

  3. #168
    credo di poter dire che l'italia "dei comuni" è molto simile a un "capitalismo di stato".

  4. #169
    Potrebbe anche essere un baronato con la plebe che versa le decime e subisce lo jus prime noctis.
    I contesti piccoli si tengono in riga molto piu' agevolmente dei grossi, come sicilia conferma.

  5. #170
    A mio parere esiste una distorsione informativa che interessa i parlamentari.
    Essi non percepiscono il Paese come 'reale'.

  6. #171
    In effetti a sentirli parlare hanno perso il contatto con la realta'.
    In fondo capita a tutti, ciascuno vive il suo mondo, il resto e' un film che scorre, al massimo un videogioco interattivo dove fai muovere pupazzi.
    Se esce game over resetti e ricominci.

  7. #172
    Quote Originariamente inviata da axeUgene Visualizza il messaggio
    si dice un po' male, perché l'economia italiana non è strutturata come quelle di riferimento della teoria economica, come implica la teoria delle aliquote, cioè la curva di Laffer, oppure teorie alternative keynesiane;

    certe tasse o balzelli sono in realtà una sorta di tangente in cambio di privilegi, di cui a volte il beneficiario è consapevole, altre no; siccome oltre la metà del PIL è mosso dalla spesa pubblica, il reddito di moltissimi dipende da quest'ultima, e lo stato nei decenni ha strutturato una specie di impropria politica dei redditi in questo modo;
    impropria perché non lo fa nel modo tradizionale delle società che hanno avuto lotta di classe, alternanza politica - cioè modulando il fisco - ma usando il gettito, e il debito, per conservare rendite di posizione a moltissimi, ma a prezzo dell'inefficienza del sistema;
    diciamo che è una sovrattassa per non scannarci tra italiani, o non avere secessioni; finché dura...
    E siccome lo si capisce, pur non essendo esperti economisti, tutto ciò alimenta l'abitudine nazionale allo sgraffignaggio, perché se hai diritto a qualcosa te la devi prendere da solo e se vuoi qualcosa ti devi arrangiare come puoi, campa cavallo se aspetti il tuo turno zitto e buono. Poi siccome siamo un popolo di romantici, artisti e poeti, la chiamiamo l'arte di improvvisare

  8. #173
    [QUOTE=sandor;1563522]A mio parere esiste una distorsione informativa che interessa i parlamentari.
    Essi non percepiscono il Paese come 'reale'.[/


    In effetti è l'ambiente stesso dei parlamentari e senatori che impedisce di capire la realtà dei cittadini, per cittadini intendo quella parte consistente che la lavora e produce ricchezza. I parlamentari delle due camere interloquiscono con i loro partiti di riferimento ma usano una dialettica che è aliena alla gente comune. Poi ci sono le punte di diamante di politicanti che fanno da interfaccia tra una loro realtà dei palazzi di potere e le persone comuni. Queste punte di diamante ( non nel senso lato della pietra preziosa) usano una dialettica che è in sintonia con la cittadinanza e che riescono nel loro intento di convincere a fare credere ciò che loro stessi non credono, è sufficiente fare una valutazione tra le leggi che penalizzano sia nella sanità che nel welfare nei confronti dei più deboli e in generale i privilegi che si mantengono con particolare dovizia.

  9. #174
    Devo fare una considerazione riguardo al mio post precedente altrimenti farei un torto a chi svolge il suo lavoro di parlamentare con serietà, non tutti sono disposti a non comprendere le necessità delle persone, purché siano ostacolati da degli intrallazzatori.

  10. #175
    C'e' anche un altro aspetto, ovvero se quella gente sta li per rappresentare delle istanze, o se se si considerano degli educatori che debbono dare lezioni a dei poveri idioti che nulla sono in grado di intendere e volere.

  11. #176
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    C'e' anche un altro aspetto, ovvero se quella gente sta li per rappresentare delle istanze, o se se si considerano degli educatori che debbono dare lezioni a dei poveri idioti che nulla sono in grado di intendere e volere.
    esattamente;
    i parlamentari - mediamente, soprattutto ora - sono persone più o meno qualsiasi, solo un po' più smaliziate nel comprendere certe complessità operative; contano pochissimo, ma si rendono perfettamente conto di rappresentare un elettorato che di per sé ha molti limiti in termini di comprensione della realtà, al limite della schizofrenia;
    tutti vogliono qualcosa, si rendono conto che quel qualcosa va tolto ad altri, ma pochissimi sono disposti a proporre e anche solo pensare questa "guerra"; perciò tutti chiedono l'impossibile e si affidano alla politica perché questa trovi un modo per rendere l'andazzo il meno insostenibile possibile; e questo la politica restituisce, ossia un vestito per l'estate e l'inverno, che scontenta tutti;

    la parabola romana del M5S è eloquente rispetto a questo processo: hanno preso il 70% e da oltre un anno non riescono a fare nulla; ogni mese cambiano un assessore fondamentale, hanno fatto scappare il manager che doveva risanare l'atac, bocciato le olimpiadi e cancellato le opere conseguenti, non sanno che pesci prendere in quella città di squali affamati;
    ma non perché siano "cattivi", e nemmeno in malafede; semplicemente, rappresentano tutto e il suo contrario; si va poco lontano anche rappresentando coerenti istanze di parte; figuriamoci così;
    in parlamento è lo stesso, nei municipi e regioni, uguale; la legge dice che quell'edificio è abusivo ? vallo a demolire e fronteggi una rivoluzione locale fomentata da gente che non si pone nemmeno la prospettiva di governare ma solo di ritagliarsi uno spazio rilanciando continuamente coi soldi del Monopoli, senza rendere conto, e alimentando il desiderio degli elettori di sognare ipotesi radicali che non comportano alcun prezzo.
    c' del lardo in Garfagnana

  12. #177
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    A mio parere esiste una distorsione informativa che interessa i parlamentari.
    Essi non percepiscono il Paese come 'reale'.
    ...e neanche lo potrebbero, visto che oramai sono una vera e propria casta. Un mondo a parte. Perfino Papa Francesco, con le sue parole di ieri riguardo al fine-vita, cerca di scuoterli...di farli finalmente arrivare a una Legge rispettosa delle diverse sensibilità. Ma niente: Il paese reale li sopravanza di anni luce.
    amate i vostri nemici

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