18-06-2010, 11:17
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#1
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la viaggiatrice
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Data registrazione: 09/03/05
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storie di streghe
Ultimamente spopolano le saghe dedicate a streghe e vampiri, specialmente per un pubblico giovanissimo (ma per fortuna si trova anche qualche autore interessante, come Ann Rice). Secondo voi è un tema ricorrente o c'è qualche motivo per cui in questi ultimi anni ci si concentra su quello? Voi apprezzate questo tipo di fantasy?
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.. io cerco ancora, e così non spaventarti, quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua.
Quote:
Gloucester
Abbestia darky, che scialla!
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18-06-2010, 11:46
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#2
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Ω
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Data registrazione: 29/03/06
Locazione: Les barricades mysterieuses
Messaggi: 4,348
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Occultismo, esoterismo, stregoneria e boiate assortite sono sempre andate molto di moda; non ravviso nemmeno una grande differenza al livello stilistico e concettuale fra un Dom Augustin Calmet (lo stesso perculato da Voltaire nel suo Dictionnaire) che nel Settecento si pigliava la briga di dissertare intorno ai vampiri "o redivivi" d'Ungheria e di Moravia ed un qualsiasi romanziere contemporaneo di bassa lega. Con l'ovvia e cruciale eccezione che Calmet credeva realmente nell'esistenza dei licantropi, dei vampiri e delle apparizioni spiritiche, per cui gli scritti suoi e degli altri antichi almeno possono tornare utili per gli studi di storia sociale e di folklore. Quanto ai moderni, invece, cui bono?
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Ergo spirans flos exspirat,
In pallorem dum delirat
Oriendo moriens,
Simul vetus et novella,
Simul senex et puella,
Rosa marcet oriens.
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25-07-2010, 04:14
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#3
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Hole in the sky
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Data registrazione: 06/12/08
Locazione: Nell'orizzonte degli eventi
Messaggi: 3,301
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Che dire...il pensiero mitopoietico medievale (e volendo anche del mondo classico) ha lasciato sicuramente delle tracce interessanti trasposte poi nel folklore, nelle fiabe e nella cultura popolare (e qui mi viene in mente il lavoro fatto da Italo Calvino).
Ma nulla che vada oltre questo, secondo la mia prospettiva.
Tutto ciò che oggi a livello letterario, pseudo romanzesco etc etc tratti di licantropi mummie e cose varie rasenta di non poco il ridicolo e il morboso, se non altro per la pretesa di voler oggettivizzare a tutti i costi qualcosa che ha un significato puramente simbolico e culturale
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25-07-2010, 18:53
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#4
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Opinionista
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Data registrazione: 09/12/09
Locazione: intorno al mio isolato
Messaggi: 352
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tutto il filone vampiresco adolescenziale che al momento grava sui bancali delle librerie (stampa larga e copertine accattivanti) è una variazione sul tema del romanzetto rosa per giovinette i cui sommi rappresentanti furono delly e barbara cartland.
la giovinetta variamente sfigata conquista il cuore del maschio fascinoso ma per vari motivi pericoloso, impossibile etc etc.
adesso i motivi sono emoglobinici, ma la storia quella è.
c'è una fase della vita in cui una femmina della specie è autorizzata a interessarsene, però si spera che prima o poi le passi.
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arpia certificata
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25-07-2010, 18:54
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#5
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Opinionista
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Data registrazione: 09/12/09
Locazione: intorno al mio isolato
Messaggi: 352
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Quote:
Gloucester
Occultismo, esoterismo, stregoneria e boiate assortite sono sempre andate molto di moda; non ravviso nemmeno una grande differenza al livello stilistico e concettuale fra un Dom Augustin Calmet (lo stesso perculato da Voltaire nel suo Dictionnaire) che nel Settecento si pigliava la briga di dissertare intorno ai vampiri "o redivivi" d'Ungheria e di Moravia ed un qualsiasi romanziere contemporaneo di bassa lega. Con l'ovvia e cruciale eccezione che Calmet credeva realmente nell'esistenza dei licantropi, dei vampiri e delle apparizioni spiritiche, per cui gli scritti suoi e degli altri antichi almeno possono tornare utili per gli studi di storia sociale e di folklore. Quanto ai moderni, invece, cui bono?
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cui prodest 
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arpia certificata
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25-07-2010, 19:30
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#6
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Ω
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Data registrazione: 29/03/06
Locazione: Les barricades mysterieuses
Messaggi: 4,348
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Che significa esattamente la stessa cosa.
L. Cassius ille quem populus Romanus verissimum et sapientissimum iudicem putabat identidem in causis quaerere solebat "cui bono" fuisset. Dalla Pro Sexto Roscio Amerino, 84, in riferimento al famoso Cassio Longino Ravilla.
Il tuo sarcasmo, quindi, a chi giova?
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27-07-2010, 14:58
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#7
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Opinionista
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Data registrazione: 09/12/09
Locazione: intorno al mio isolato
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Quote:
Gloucester
Che significa esattamente la stessa cosa.
L. Cassius ille quem populus Romanus verissimum et sapientissimum iudicem putabat identidem in causis quaerere solebat "cui bono" fuisset. Dalla Pro Sexto Roscio Amerino, 84, in riferimento al famoso Cassio Longino Ravilla.
Il tuo sarcasmo, quindi, a chi giova?
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se tu chiedi 'a chi fa bene' ti si può rispondere 'a chi ci guadagna', no?
tradotto, questi libri fan bene a chi ne trae vantaggio (specie direi pecuniario). (illi) cui prodest.
il mio sarcasmo non era contro di te, ma casomai rafforzava il tuo. figurati se mi azzarderei a correggerti. però, magari, talvolta, qualcuno - longeque inferior - capisce il tuo latinorum.
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arpia certificata
Ultima Modifica di circolo.pickwick.ter : 27-07-2010 15:11.
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27-07-2010, 18:29
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#8
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Ω
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Data registrazione: 29/03/06
Locazione: Les barricades mysterieuses
Messaggi: 4,348
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Direi che iis, quibus prodest come risposta sarebbe stata più urbana ed intellegibile, considerando che l'utilizzo di cui prodest non è certo errato ma tende ad ingenerare confusione, trattandosi di una forma tanto assertiva quanto interrogativa.
Interpretata nel secondo modo, se aggiungiamo lo smile sarcastico, pareva di primo acchito che avessi voluto apporre una correzione superflua alla mia domanda, da cui il presente qui pro quo. Ora risolto, ad ogni modo.
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27-07-2010, 21:04
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#9
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Zar autocrate di tutte le Russie
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Data registrazione: 24/11/05
Locazione: San Pietroburgo
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Boia che secchioni.
A me piacciono le storie di vampiri e pure le streghe ... è grave ?
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CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
La calma è la virtù dei morti.
I forti perdono la pazienza e ti picchiano.
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29-07-2010, 16:12
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#10
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Opinionista
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Data registrazione: 09/12/09
Locazione: intorno al mio isolato
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Quote:
Gloucester
Direi che iis, quibus prodest come risposta sarebbe stata più urbana ed intellegibile, considerando che l'utilizzo di cui prodest non è certo errato ma tende ad ingenerare confusione, trattandosi di una forma tanto assertiva quanto interrogativa.
Interpretata nel secondo modo, se aggiungiamo lo smile sarcastico, pareva di primo acchito che avessi voluto apporre una correzione superflua alla mia domanda, da cui il presente qui pro quo. Ora risolto, ad ogni modo.
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il plurale avrebbe modificato il gioco citazionista, in cui l'ambiguità è parte non irrilevante dello spasso. 
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arpia certificata
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29-07-2010, 16:15
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#11
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Opinionista
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Data registrazione: 09/12/09
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Quote:
Piotr Aleksejevic
Boia che secchioni.
A me piacciono le storie di vampiri e pure le streghe ... è grave ?
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ma va là. io ho letto l'opera omnia di liala e l'ho pure tradotta in osco-umbro.
... scherzo (sul'osco-umbro)
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arpia certificata
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29-07-2010, 16:19
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#12
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Troppa
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Data registrazione: 25/12/09
Messaggi: 4,164
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Però , a me son venute in mente alcune "variazioni" sul tema. Ad esempio "L'ensorcelée" di Barbey d'Aurevilly, in cui l'incantamento di cui è protagonista la donna risente anche del contesto storico dell'epoca.
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Mica posso piangere e ridere in mezzo alla strada, la gente vuol parlare.
E se nessuno ti parla, allora ti tocca pensare.(S.Benni)
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