allora perchè i termini caso e casuale entrano a far parte della scienza e sono citate in varie materie come la genetica.
Noi ci riferiamo al caso e alle sue probabilità del verificarsi di un fatto se non conosciamo la o le cause che l'hanno generato.
Comunque è anche vero che il futuro può anche essere dietro l'angolo. Chissà se gli studiosi hanno calcolato le probabilità del verificarsi dell'evento Apocalisse; dopo svariati milioni, ma che milioni, miliardi di anni, non è per portar sfiga ma è scientifico che può succedere da un momento all'altro..ma se succede al momento di sicuro non succede all'altro.
Il fare metafisica deriva dalla corrente di pensiero dello scientismo, che a dire il vero riguarda più i divulgatori, che gli scienziati. Ma questo non ha importanza dal punto di vista sociale, dato che gli scienziati devono prendersi la responsabilità di quello che dicono i divulgatori, siano giornalisti, insegnanti o altro.
Lo scientismo prentende che la conoscenza scientifica sia il fondamento di tutta la conoscenza in qualunque dominio, anche in etica e in politica. In realtà le verità della scienza sono parziali, e soggette a revisione continua, ma nonostante ciò quel fondo di presunzione di poter disinfettare il mondo rimane. Questa idea scientista è positivista, ottocentesca, romantica. E sappiamo quali tragedie politiche e sociali abbia prodotto il romanticismo.
Copio e incollo: Nicola Abbagnano ha definito il positivismo "Romanticismo della scienza" poiché come i romantici nella lor brama del conseguimento dell'infinito davano alla poesia e alla filosofia valori assoluti così i positivisti vedono la stessa assolutezza nella scienza. I positivisti hanno un concetto della storia non diverso da quello dell'idealismo romantico: la storia è progresso necessario e continuo in cui si vive attuando o manifestando l'Umanità nel suo sviluppo progressivo.
La scienza romantica è la scienza asservita ad una filosofia inconfessata.
La prova è nella ricerca dell'infinito, oltre le realtà ultime, elemento prettamente filosofico.
Quindi è scienza incidentalmente, perchè non può farne a meno, in realtà si rivela filosofia, politica, ideologia, a volte mistica.
Guardiamo alla genesi del fenomeno:
L'apparato industriale è il meccanismo che regola e gestisce le risorse del pianeta, prevedendo ruoli specifici per gli individui, controllandoli in tal modo.
L'apparato industriale ha una sua visione del mondo, una sua ideologia, e attraverso le commesse orienta la scienza, ma questo lo sappiamo già, e non incide sul discorso in qunto tale, ma per il potere di ricatto esercitabile.
Infatti tutto il discorso delle carriere universitarie alla fine è un meccanismo anche di selezione ideologica, o almeno di pressione psicologica, e l'università vive di fondi bancari.
L'apparato industriale impone agli scienziati la sua visione, la sua filosofia, e fa sì che la scienza nelle sue proposizioni ipotetiche extrasperimentali non vada fuori dei ranghi.
Qualcuno disse che una piccola conoscenza allontana da Dio, una grande conoscenza riavvicina a lui. Anche se è una frase di ambito mistico, rende bene il senso per cui la prudenza della scienza nel fare proiezioni filosofiche "alla Monod" deve essere alta. Non perchè ciò possa portare ad un danno culturale in sè. Piuttosto invece perchè la scienza si trova nella condizione in cui si trovava quell'indovino fatto prigioniero dal tiranno e costretto a dichiarare che gli dei erano in favore del suo regnare. Ogni sbaglio, ogni visione filosofica della scienza va nella direzione dell'affermazione della filosofia industrialista, che opprime l'uomo, non lo libera.
Per scoprire quanto il materialismo positivista sia in realtà occultamente metafisico basta andare a cercare tra i cosmisti sovietici: il sottofondo di metafisica rispunta fuori come la gramigna (direbbe un iscritto all'UAAR) persino nella sala riunioni di una multinazionale. Ciò perchè la metafisica nell'uomo non è un entità, ma uno spazio, un luogo, e in tal senso se togli il contenuto, tale spazio sarà riempito da altro, ma mai rimarrà vuoto.
Verità parziali...si spera di aver delle basi solide almeno in qualcosa!!! Tu forse esageri un pò perchè c'è una parte di sapere che trovo difficile possa essere rimessa in discussione. La fisica è sicuramente un campo che ancora lascia spazio a cambiamenti, ma in biologia per certi aspetti un pò meno. Una cellula è una cellula, gli organelli son quelli, una molecole di cellulosa ha la sua conformazione spaziale e la sua composizione.... Attento a far di tutta un'erba un fascio quindi.
Troppi discorsoni incasinati, troppi eccessi ed estremi fai.
Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
Se sono tutte parziali le conoscenze allora non abbiamo raggiunto nessun sapere, nessuna tappa dunque. E' così?
Ora se le verità sono parziali pensiamo alla medicina che si basa molto anche su conoscenze biochimiche e fisiologiche. Com'è che allora funziona? Com'è che queste conoscenze parziali o in vista di essere scardinate o revisionate sono usate? In cosa si differenzierà la cellula del futuro da quella di oggi? Non ci saranno più i mitocondri? Oppure il ciclo della respirazione cellulare sarà diverso perchè non abbiamo capito quali erano il realtà le molecole in gioco? La molecola di ATP non fornisce energia nelle reazioni cellulari?
Oppure il marmo avrà un'altra composizione mineralogica? E magari ci stiamo pure sbagliando da decenni su tutta la tavola periodica della chimica?
Di tutte le supercazzole che hai fatto finora che cosa è venuto fuori di concreto? Boh! Ancora è da capire perchè se dall'evoluzione si deve passare alla ragazzina che frigna per Madonna, passando per un enigmatico sistema industriale che tutto controlla, c'è da mettersi le mani nei capelli.
In parole spicciole la neutralità della scienza consiste in...? Vediamo di tirare ad indovinare: non parlare del caso? Non mettere in mezzo dio? Non ritenersi l'unica verità? Non parlare dell'origine dell'universo? Mandare a quel paese P. Angela e cecchi paone?
Speriamo di non dover lasciare ai posteri l'ardua sentenza.
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Non importa che arrivi tu a parlare della scienza e del fatto che sia stata influenzata da ideologie. Lo sanno anche i muri. Basta prendersi un qualunque libro che parli della storia del pensiero scientifico.
poichè ipotizzare teorie e poi cercare le prove sperimentali è fare filosofia
?????
Dicci tu dunque, visto che sai tutto, come si fa ricerca, come si deve muovere lo scienziato, da dove si deve partire per fare delle scoperte.
a diventare vittima dell'apparato economico-industriale che la finanzia
Che palle!!!!
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Non importa che arrivi tu a parlare della scienza e del fatto che sia stata influenzata da ideologie. Lo sanno anche i muri. Basta prendersi un qualunque libro che parli della storia del pensiero scientifico.
Se dici che arrivo io, vuol dire che riconosci in me una originalit
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Gli oggetti hanno la capacit
Ma infatti ti ho detto quello proprio perchè non sei originale. Pensi di arrivare tu a levare gli scheletri dall'armadio? Forse chi si sente originale sei tu che facendo certi discorsi pensi che non si sappia, che so, del darwinismo sociale, dell'eugenetica, della teologia naturale...e tutti zitti a nascondere?
A parte tanti discorsi pallosi, pomposi, incomprensibili e tesi paranoiche, ancora non mi pari arrivato a dire nulla di comprensibile e di concreto.
Uno che mi dice poi che tirare fuori teorie e cercare di verificarle è filosofia, significa che non sa nemmeno di quello che parla e si bea solo di credersi sapiente ed intelligente facendo una marea di supercazzole.
Sentiamo come si fa ricerca, come si può arrivare ad una scoperta e farlo senta ipotesi e teorie???? Dì una buona volta in maniera semplice e concreta come deve operare la scienza.
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Ma infatti ti ho detto quello proprio perchè non sei originale. Pensi di arrivare tu a levare gli scheletri dall'armadio? Forse chi si sente originale sei tu che facendo certi discorsi pensi che non si sappia, che so, del darwinismo sociale, dell'eugenetica, della teologia naturale...e tutti zitti a nascondere?
E' ovvio che la scienza debba basarsi su teorie, quindi sconfinando dal puro dato di laboratorio.
Farmi dire che la scienza non deve farlo è scorretto, perchè non l'ho detto.
Ho detto piuttosto che se la scienza negli esseri umani che gli danno corpo, necessariamente sconfina, deve darsi una dimensione filosofica, come dire, una consapevolezza di divenire necessariamente altro, con tutte le prerogative e responsabilità di ordine sociale e politico che ciò comporta. Perchè quando lo scienziato sconfina, veste i panni di politico o filosofo al pari di qualsiasi altro politico o filosofo.
Quando gli scienziati parlano ex cathedra facendo filosofia e politica, ma contemporaneamente negando di farla, allora sbagliano.
Quanto all'originalità, non me ne puoi parlare, perchè io semplicemente non ci credo..
Zitti a nascondere lo pensi tu. In realtà se si fa un sunto delle teorie evoluzionsitiche, ad esempio, si sa benissimo qual'è stata l'evoluzione del pensiero e le distorsioni che ne sono derivate e che sono sfociate per opera di alcuni, non sempre solo uomini di scienza, nell'eugenetica, in idee razziste. Basta pensare al nazismo.
Il rapporto su scienza e fede sarebbe che la fede non ha nulla a che vedere con la scienza. Pensi per sè e continui a cantarsele e non a cantarle. Da nessuna parte una qualunque materia scientifica include una qualche nozione che deriva dalla religione. Fai tu quindi.
In settimana se ho tempo posso iniziare una discussione sul tema.
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