Die Bitteren Tränen der Petra von Kant (1972), Le amare lacrime di Petra Von Kant, di Rainer Werner Fassbinder con Margit Carstensen, Hanna Schygulla, Katrin Schaake, Eva Mattes, Gisela Fackeldey e Irm Hermann.
Film molto teatrale e claustrofobico (si svolge tutto all'interno di una stanza) fatto quasi esclusivamente di dialoghi.
All'interno di questa stanza si celebra il sacrificio dei più deboli in amore e la vittoria dei più spietati e dei più forti che hanno assunto il dominio dei sentimenti altrui (a questo sembra ridursi in ultima istanza la concezione che il regista ha in questo film dei rapporti amorosi).
Le tre protagoniste vivono la loro relazione lesbica più che per vera tendenza o aspirazione, per delusione dei maschi che hanno conosciuto.
La cosa infatti non funziona e si sposta sul mero piano della sopraffazione sentimentale in certi momenti sconfinante nel puro sadismo.
Per chi non l'avesse capito io amo Fassbinder, però questo film pur contenendo dei dialoghi veramente significativi ed essendo recitato veramente bene, mi ha lasciato perplesso.
Ho trovato la descrizione dei rapporti tra i personaggi un po' stereotipata pur avendo apprezzato, come sempre, il coraggio e la coerenza del regista a mostrare anche gli aspetti più disgustosi e meschini dell'esistenza e dei rapporti umani.
Inoltre non ho capito perchè il regista abbia voluto affrontare anche il tema dei rapporti tra madre e figlia quando già di per sè la trama delle relazioni tra le donne dava un materiale narrativo quasi inesauribile.
Il discorso filiale rimane, a mio parere, abbozzato e trattato in modo un po' approssimativo e superficiale.
Un film comunque da vedere.
Film molto teatrale e claustrofobico (si svolge tutto all'interno di una stanza) fatto quasi esclusivamente di dialoghi.
All'interno di questa stanza si celebra il sacrificio dei più deboli in amore e la vittoria dei più spietati e dei più forti che hanno assunto il dominio dei sentimenti altrui (a questo sembra ridursi in ultima istanza la concezione che il regista ha in questo film dei rapporti amorosi).
Le tre protagoniste vivono la loro relazione lesbica più che per vera tendenza o aspirazione, per delusione dei maschi che hanno conosciuto.
La cosa infatti non funziona e si sposta sul mero piano della sopraffazione sentimentale in certi momenti sconfinante nel puro sadismo.
Per chi non l'avesse capito io amo Fassbinder, però questo film pur contenendo dei dialoghi veramente significativi ed essendo recitato veramente bene, mi ha lasciato perplesso.
Ho trovato la descrizione dei rapporti tra i personaggi un po' stereotipata pur avendo apprezzato, come sempre, il coraggio e la coerenza del regista a mostrare anche gli aspetti più disgustosi e meschini dell'esistenza e dei rapporti umani.
Inoltre non ho capito perchè il regista abbia voluto affrontare anche il tema dei rapporti tra madre e figlia quando già di per sè la trama delle relazioni tra le donne dava un materiale narrativo quasi inesauribile.
Il discorso filiale rimane, a mio parere, abbozzato e trattato in modo un po' approssimativo e superficiale.
Un film comunque da vedere.


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